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Come Sviluppare una Strategia di Marketing

  1. Definisci il prodotto o il servizio offerto dalla tua azienda e le sue finalità.
  2. Stabilisci un piano di marketing per posizionare il prodotto o il servizio sul mercato. 
  3. Sviluppa uno studio di mercato in modo da determinare il tipo di cliente al quale poter indirizzare il prodotto o il servizio.
  4. Studia la concorrenza per determinare e scegliere le varie opzioni da offrire alla clientela alla quale ti rivolgi.
  5. Scopri su cosa si fonda il prodotto o il servizio che offri al di là della concorrenza.
  6. Stabilisci un budget per l’operazione di marketing e assicurati che rispecchi il piano su cui si poggia.
  7. Determina le varie tecniche di marketing da mettere in atto per promuovere al meglio il prodotto o il servizio.
  8. Preparati a modificare regolarmente la tua strategia.
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Crowdfunding

Il termine crowdfunding trae la propria origine dallo crowdsourcing o sviluppo collettivo di un prodotto. Il finanziamento collettivo si può riferire a iniziative di qualsiasi genere, dall’aiuto in occasione di tragedie umanitarie al sostegno all’arte e ai beni culturali, al giornalismo partecipativo, fino all’imprenditoria innovativa e alla ricerca scientifica. Il finanziamento collettivo è spesso utilizzato per promuovere l’innovazione e il cambiamento sociale, abbattendo le barriere tradizionali dell’investimento finanziario. Negli ultimi anni sempre più spesso è stato invocato come una sorta di panacea per tutti i mali e un’ancora di salvezza per le economie colpite dalla crisi finanziaria.

Il web è solitamente la piattaforma che permette l’incontro e la collaborazione dei soggetti coinvolti in un progetto di crowdfunding. Secondo il Framework for European Crowdfunding, «l’ascesa del crowdfunding negli ultimi dieci anni deriva dal proliferare e dall’affermarsi di applicazioni web e di servizi mobile, condizioni che consentono a imprenditori, imprese e creativi di ogni genere di poter dialogare con la crowd per ottenere idee, raccogliere soldi e sollecitare input sul prodotto o servizio che hanno intenzione di proporre». Il crowdfunding è una importante fonte di finanziamento ogni anno per circa mezzo milione di progetti europei che altrimenti non riceverebbero mai i fondi per vedere la luce. Nel 2013 in Europa sono stati raccolti fondi pari a circa un miliardo di euro. Si stimano aumenti esponenziali nel prossimo futuro, migliaia di miliardi entro il 2020, grazie al crowdfunding, che trova tutti gli elementi per poter sprigionare al meglio le sue potenzialità nel web 2.0.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Crowdfunding

Tutte le piattaforme attive in Italia:

Elenco piattaforme di crowdfunding in Italia di DONATION BASED, LENDING BASED e IBRIDE lo potete consultare cliccando sul link sottostante: 

https://www.economyup.it/startup/crowdfunding-tutte-le-piattaforme-attive-in-italia-e-come-usarle/

Investire in startup. 7 risposte a possibili dubbi

Domanda 1. Quanto rischio e quanto posso guadagnare se investo in una startup?

L’investimento in startup è un investimento adalto rischio che, in quanto tale, deve essere adeguatamente rapportato alle proprie disponibilità finanziarie. Inoltre, è importante avere la capacità di sostenere economicamente l’eventuale perdita dell’intero capitale investito. Tuttavia il tasso di successo di una startup cresce all’aumentare delle risorse economiche reperite. Per questo motivo è importante verificare che:
1. La start up abbia (e vi sottoponga) un business plan sufficientemente analitico ed approfondito (anche se sappiamo bene che si tratta di ipotesi).
2. Che il business plan presenti una adeguata sezione dedicata al funding ed al cash flow.
3. Che vi sia una adeguata strategia finanziaria ed un mix complessivo di risorse sviluppato in più anni, prevedendo uno o più “piani di riserva”.
4. Che il “vostro rischio investimento” rappresenti una quota di una visione complessiva che preveda più soggetti, più canali e l’intervento dei soci.
5. Come verranno impiegati i vostri soldi
A parte questo, va sottolineato che investire in startup vuol dire sostenere lo sviluppo di nuovi prodotti e nuovi servizi che domani saranno potenzialmente utilizzati da milioni di persone. Quindi per rispondere alla seconda parte della domanda, “si tratta di un investimento ad alto rischio ma potenziale altissimo rendimento”.

Domanda 2. Se le cose per la società vanno male, rischio con il mio patrimonio ?

Trattandosi di una società di capitali (Srl generalmente), il patrimonio della società è totalmente distinto da quello dei soci. Il rischio massimo per l’investitore è limitato al capitale investito e l’investitore non ha alcuna responsabilità legale in caso di liquidazione/fallimento.

Domanda 3. Posso rivendere le quote liberamente?

Sì, le quote delle startup (come di qualsiasi società di capitali) possono essere cedute seguendo il normale iter di cessione di quote societarie, e quanto stabilito nello statuto (che può contenere qualche limite in tal senso). Nello svolgere questo tipo di operazione è opportuno essere affiancati da un commercialista abilitato o da un notaio. Rispetto alla opportunità di venderle entro un certo periodo, va considerata la domanda successiva, ovvero quella che riguarda le agevolazioni fiscali.

Domanda 4. Quali agevolazioni ci sono per chi investe in startup?

Limitandoci esclusivamente alla partecipazione di persone fisiche, il vantaggio fiscale è importante, ovvero il 30% di detrazione d’imposta e l’investimento massimo detraibile in ciascun periodo d’imposta raddoppia, passando da euro 500.000 a euro 1.000.000. Il periodo obbligatorio per il quale occorre mantenere l’investimento per non incorrere nella decadenza dello stesso è di 3 anni.

Domanda 5. Cosa sto acquistando quando investo in startup?

Quando investi stai acquistando una quota di un’azienda. Gli investitori che partecipano alla campagna di equity crowdfunding di un’azienda diventano a tutti gli effetti soci dell’azienda stessa. In quanto socio potrai ricevere dividendi dai futuri ricavi generati ed un ritorno sull’investimento nel caso di vendita delle quote, trascorso il periodo previsto per legge, attualmente indicato in 5 anni, durante il quale le startup innovative non possono distribuire dividendi. E’ comunque importante che nella documentazione che avrai acquisito prima di investire, vi sia l’ultima e aggiornata versione dello statuto dove possono essere contenute alcune clausole di privilegio e/o limitazione alla distribuzione degli utili ed al potere decisionale in assemblea.

Domanda 6. Come faccio ad investire, quale documentazione devo ricevere?

Le possibilità di investire in una startup sono oramai numerose, ma tutte con un unico e coincidente vincolo: lafiduciaverso il soggetto proponente. Quindi é possibile investire attraverso una delle numerose piattaforme di equity corwdfunding; attraverso proposte riservate ricevute da consulenti qualificati; attraverso gli stessi soci della società per conoscenza più o meno personale.

In tutti i casi è sempre necessario che vi venga sottoposto il cosiddetto “investor Kit“, ovvero quell’insieme di documenti (il business plan soprattutto) che vi aiuterà a comprendere e risolvere tutti i dubbi della domanda n. 1

Domanda 7. Quanto posso investire?

Generalmente nel c.d. “investor kit” è sempre riportato un investimento minimo fissato dalla startup offerente, ovvero un obiettivo di campagna ed una data di chiusura. In alcuni casi può essere previsto un “Taglio” della partecipazione che può essere minimo o massimo, o al contrario può essere prevista la possibilità di un unico investitore.